Tulle e confetti

Che arrivassi qui, a parlare, a chiacchierare, a raccontare (a modo mio) il wedding era scritto nel mio destino.

Per me principi e principesse non esistono solo nelle favole.

Ho sempre respirato un’atmosfera da favola, da “e vissero felici e contenti” fin da bambina perchè ho avuto il privilegio, nonchè la fortuna, di avere una famiglia dove principi e principesse sono esisti davvero.

I miei nonni, prima, i miei genitori dopo, hanno vissuto matrimoni da favola, dove l’amore si respirava in ogni più piccolo gesto, anche dopo tanti e tanti (non meglio precisati) lustri.

E poi è arrivato il mio turno.

No, non è arrivato un principe vestito di azzurro, con un grande cappello ed una piuma, in sella ad un cavallo bianco…io non ero vestita con un abito scintillante con coroncina di diamanti e guanti lunghi di seta…no, niente di tutto questo.

E’ arrivato Filippo.

Ed era vestito da asino.

Eravamo ad un festa di carnevale. Lui era ingabbiato in un ridicolissimo vestito grigio, informe, teneva stretta in mano la lunga coda, in testa una calottina con lunghe orecchie…sconsolato gironzolava tra gli invitati lamentandosi del fatto che tutti lo scambiassero per un topo.

Poi improvvisamente i nostri sguardi si sono incrociati.

Sempre più sconsolato mi ha rivolto la fatidica domanda.

“Secondo te da cosa sono vestito?”

E lì è stato segnato il mio destino.

“Da asino, è evidente”.

Quella risposta sarebbe valsa una proposta di matrimonio seduta stante, ma fortunatamente l’asino è un animale che per sua natura non si fidanza, non regala anelli di fidanzamento, né si sposa…tanto meno con un mandarino cinese, con tanto di cappello giallo in testa e kimono tempestato di pailletes.

Il mio asino…ehmm…Principe non aveva alcun un cavallo bianco sul quale caricarmi e portarmi nel castello, aveva una Punto grigia metallizzata, e quella sera nessuno mi ha portata in nessun castello.

Da quella sera, però, dal momento in cui l’ho visto con quel costume orrendo mi ha rapita, mi ha conquistata, mi ha fatto ridere e non mi ha lasciata più…

E da quel momento, da quella fredda sera di febbraio, è diventato il mio Principe, che a modo suo, ogni giorno, mi fa sentire la sua Principessa.

1 Comment on Perché parlare di wedding…

  1. Cinzia
    24 marzo 2015 at 23:40 (2 anni ago)

    Che bella storia! Molto vera… i principi azzurri, o i fidanzati perfetti dei film, nella vita reale non esistono. Ma esistono persone che vale la pena conoscere.

    Anch’io quando vidi il ragazzo che poi è diventato mio marito pensai “quello non lo bacerei mai!”.

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