Pippi Calzelunghe 1 tulle e confetti Comfort food per me ha un solo significato: budino con le meringhe, quello di  mia nonna Milena.

Adesso vi spiego tutto…

Se devo dire quale sia per me il comfort food per eccellenza non posso che puntare il dito proprio su di lui, il budino nero, amaro, guarnito con le meringhe che cucinava mia nonna e che veniva utilizzato come ricatto-premio per qualsiasi cosa non volessi fare.

<<Su mangiate la vostra buona pappa>> diceva.
Annika girava e rigirava il cucchiaio nel piatto, ma sentiva che non sarebbe stata capace di inghiottire nemmeno una punta di cucchiaio.
<<Perchè volete costringermi a mangiare?>> si lamentò.
<<Non essere così stupida!>> disse Pippi. <<E’ chiaro come il sole che devi mangiare la tua squisita pappa di semolino; se infatti ti rifiuti di mangiare la tua squisita pappa di semolino, non potrai mai diventare grande e forte, non avrai mai l’energia necessaria per costringere i tuoi bambini, quando ne avrai, a mangiare la loro squisita pappa di semolino. No, Annika così non va: se tutti la pensassero come te si causerebbe un caos pauroso nei pasti dell’intera nazione!>>

Così come Pippi Calzelunghe incitava Annika a mangiare la pappa di semolino, così mia nonna mi incitava ad ingoiare quella terribile pastiglietta rosa dal sapore indicibile che aveva il potere di farmi passare qualsiasi malanno (almeno così me la ricordo io).

Pippi calzelunghe 2 tulle e confetti

In quella lunga cucina dove passavamo gran parte delle nostre giornate, dove, su un tavolo di marmo, che a me piaceva pochissimo per il colore così indefinito, abbiamo cucinato insieme, abbiamo fatto i compiti di bambina che inizia a leggere e scrivere, abbiamo persino riordinato insieme gli appunti dell’università, ciclicamente si consumava la tragedia della pastiglietta rosa. Ogni volta facevo mille storie, davvero…ancor’oggi, se ci penso, risento quella pastiglia in bocca e mi viene da protestare così come facevo allora.

E lei…precisa come un orologio svizzero, ogni volta mi ripeteva che quando sarei stata grande avrei potuto dire anch’io ai miei figli le stesse cose diceva a me per convincermi a prendere la medicina. E come ricompensa…mi allungava una meringa bianca dalla forma irregolare perchè fatta con il cucchiaio.

In un tempo in cui la sostanza prevaleva sempre e comunque sulla forma, in cui non si parlava d’impiattamenti e in cui non si prestava attenzione all’estetica del cibo, le meringhe che preparava mia nonna erano disposte a cucchiaiate sulla leccarda e poste a cuocere in forno senza preoccuparsi di dare forme strane o particolari. E così, dopo essere passata necessariamente dalla tortura della pastiglietta rosa, venivo premiata con una (piccola) meringa e  con la promessa di festeggiare la fine del malanno con un bel budino. E così il primo giorno “da guarita” mi aspettava una bella coppetta di budino amaro guarnito da una super meringa.

Giocavamo “alle signore che prendono il tea” e così il budino veniva messo nelle tazze di porcellana che mia nonna custodiva gelosamente nella cristalliera, apparecchiavamo la tavola e gustavamo la nostra merenda premio impersonando amiche di vecchia data che si ritrovano per quattro chiacchiere.

Pippi calzelunghe 3

I miei ricordi di bambina e quel dolce reso così speciale dall’amore con cui me lo preparava mia nonna mi fanno pensare anche alla possibilità di abbinare un budino ad un wedding day.

Non sto pensando ad un matrimonio “tradizionale”, no sto pensando ad un wedding tea invernale nel quale, accanto al più classico tea, può essere offerto un tocco di dolcezza pura con cioccolata calda e dolci al cioccolato.

Pippi calzelunghe 4

Vi scrivo la ricetta del budino con meringhe di mia nonna Milena.

Budino (le dosi sono rigorosamente “a occhio” come tutte le ricette di mia nonna. In questo caso, però, basta rispettare le proporzioni)

Pippi calzelunghe 5

Ingredienti:

3 cucchiai di cacaco

2 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio di farina

1/2 litro di latte

In un pentolino mescolare farina, zucchero e cacao. Mettere sul fuoco a fiamma bassa. Aggiungere a filo il latte continuando a mescolare per evitare che si formino dei grumi. Portare ad ebollizione e fare raffreddare.

Meringhe

Ingredienti:

330 g di zucchero

3 albumi (circa 110 g)

1 pizzico di sale

Montare gli albumi a neve ferma. Quando gli albumi iniziano ad avere una certa consistenza aggiungere poco alla volta zucchero e sale e continuare a montare fino ad ottenere un composto ben sodo (mia nonna dice a neve fermissima).

Inserire la meringa in una sac a poche e disporre sulla leccarda dando la forma che si desidera.

In forno preriscaldato a 100° per 60-90 minuti (dipende dal forno e dalla dimensione delle meringhe).

In una ciotolina inserire il budino e guarnire con le meringhe. A piacere si può completare con cioccolato a pezzettini o una spruzzata di cacao.

Con questo post Tulle e confetti partecipa al contest di Coccolatime e Il fior di cappero Benvenuti a Villa Villacolle

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4 Comments on Comfort food e contest di Pippi Calzelunghe

  1. ellisa
    16 febbraio 2015 at 20:46 (3 anni ago)

    grazie mille per averci regalato questo dolcissimo racconto…
    direi che valeva ben più che una pastichetta rosa questa splendida tazza di budino l cioccolato e meringhette!!
    chissà Pippi che avrebbe detto!
    ciao
    elisa

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    • Tulle e confetti
      17 febbraio 2015 at 20:24 (3 anni ago)

      Pippi avrebbe gradito anche lei, ne sono sicura. Mia nonna aveva il potere di rendere speciale ogni cosa che faceva per me. È stato bellissimo partecipare a questo contest anche per il tuffo nel passato che mi ha fatto fare. Federica

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  2. coccolatime
    16 febbraio 2015 at 22:15 (3 anni ago)

    ma che splendore di budino coccolosissimo!!! che nonna importante…una figura di riferimento della tua infanzia…che bei ricordi!

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    • Tulle e confetti
      17 febbraio 2015 at 20:26 (3 anni ago)

      Una nonna davvero speciale! Anzi di più!!!

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