Sarà la primavera incombente, o le giornate limpide di questi giorni, ma sento la necessità di dare una svolta. Quindi, oggi, niente orecchini, ma qualcosa di nuovo, un accessorio diverso. Per la precisione un accessorio che, in mille fogge, colori e materiali, è sul polso di quasi tutte noi. E, ovviamente, non sto parlando dell’orologio, ma di un braccialetto. Questo:

Braccialetto Christina - tulle e confetto

Per realizzarlo ho seguito il pattern di Heather Buckman (Tatania Rosa) ed utilizzato un cotone nr. 8 della stessa tonalità delle prime viole che stanno fiorendo nel giardino di mia mamma (come vedete, ho proprio voglia di primavera, non c’è niente da fare). Anche per questo modello di braccialetto – come del resto come per altri già fatti o sperimentati – non ho volutamente inserito perline o punti luce. Avrei potuto benissimo farlo (se non sbaglio, il modello di Tatania Rosa prevede anche una versione “perlinosa”), ma nel chiacchierino ci sono alcuni disegni che, personalmente, reputo belli nella loro semplicità. Una semplicità che non richiede nulla oltre il filo (del colore che si preferisce), lavorato e tessuto con le navette. Qui, infatti, abbiamo un continuo alternarsi di archi e cerchietti (o petali) grandi e piccoli. Il tutto unito da pippiolini o picot piccoli piccoli piccoli, la dimensione giusta perché vi passi la testa di un uncinetto sottilissimo per effettuare l’aggancio del filo. Tuttavia, ritengo che sia proprio il risultato di questa semplicità a dare valore a questo pizzo. Guardate qui:

Bracciale Christina particolare

Ecco, da questa foto sopra, forse riesco a spiegare meglio cosa intendo dire quando nel chiacchierino alcune volte non occorre aggiungere nulla al filo. Anzi, mi spingo oltre: questo disegno ben potrebbe essere paragonato ad un tatuaggio di pizzo sul polso. Non trovate?

Anche le belle cose, tuttavia, hanno un loro lato negativo. In questo caso è la lunghezza. Vedete, spesso (per non dire sempre) il braccialetto a chiacchierino deve davvero essere fatto sulla base della misura del polso di ciascuna. Per cui, è pressoché impossibile avere una lunghezza standard (a meno che non vogliate giocare con le chiusure, ma questo è un altro discorso…). Comunque, non preoccupatevi: la pazienza e la passione per i fili sono maestre nel far superare le difficoltà.

Detto questo non mi rimane altro che salutarvi e rinviarvi al prossimo gomitoloso post. Un abbraccio, Benben (http://www.nuvoleegomitoli.wordpress.com)

Credits photo: Alessia Galli

 

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